GIDRO 2026: da Sesto Calende e Castelletto Sopra Ticino riparte il volo anfibio italiano

Il Giro d’Italia in idrovolante torna a solcare cieli e specchi d’acqua della Penisola con la sua seconda edizione. Il GIDRO 2026 si prepara infatti a decollare il 23 maggio da Sesto Calende e Castelletto Sopra Ticino, sulle acque del Lago Maggiore, confermando una scelta tutt’altro che casuale: partire dal luogo simbolo dell’idroaviazione nazionale.

il GIDRO d'ITALIA a Pavia

il GIDRO d’ITALIA a Pavia

Un evento che non è solo rievocazione storica, ma anche visione concreta del futuro della mobilità aerea.

Un tour tra acqua e cielo lungo tutta la Penisola

Organizzato dall’Associazione Aviazione Marittima Italiana, il Gidro 2026 si svilupperà in 13 tappe complessive, articolate in due fasi stagionali, coinvolgendo circa 12 velivoli tra idrovolanti anfibi ultraleggeri e aerei di aviazione generale provenienti anche dall’estero

La prima parte del tour (23–30 maggio) vedrà:

  • partenza da Sesto Calende e Castelletto Sopra Ticino
  • scalo sul Lago di Como
  • tappa a Desenzano del Garda
  • arrivo a Trieste

La seconda tratta (5–13 settembre) porterà invece gli equipaggi dal Lago Trasimeno fino a Gallipoli, attraversando l’Italia centrale e meridionale

Un itinerario che unisce laghi, coste e idrosuperfici, mettendo in evidenza la versatilità operativa del volo anfibio e la sua capacità di connettere territori spesso esclusi dalle infrastrutture aeroportuali tradizionali.

il GIDRO d'ITALIA all'Elba

il GIDRO d’ITALIA all’Elba

Sesto Calende e Castelletto Sopra Ticino: il cuore storico dell’idroaviazione

La scelta di Sesto Calende e Castelletto Sopra Ticino come punto di partenza rappresenta un omaggio diretto alla storia dell’aviazione italiana. Qui nacque nel 1915 la Società Idrovolanti Alta Italia (SIAI) e qui operarono alcuni dei più iconici velivoli della stagione pionieristica.

L’idroscalo di Sant’Anna, sulle rive del Ticino, fu infatti uno dei centri nevralgici per lo sviluppo degli idrovolanti italiani, teatro di imprese e raid che contribuirono alla fama internazionale dell’industria aeronautica nazionale

Ripartire da questo luogo significa dunque ristabilire un filo diretto tra passato e presente, tra le grandi trasvolate del Novecento e le nuove prospettive del volo anfibio.

Idrovolanti e mobilità del futuro: il ruolo del progetto RAM

Il Giro d’Italia in Idrovolante 2026 si inserisce in un contesto più ampio, quello della Regional Air Mobility (RAM) promossa da ENAC. L’obiettivo è sviluppare una rete di collegamenti aerei interregionali basata anche su infrastrutture leggere come gli idroscali.

Secondo il presidente ENAC Pierluigi Di Palma, l’idrovolante rappresenta una soluzione concreta per una mobilità:

  • a basso costo
  • ecocompatibile
  • alternativa alla congestione stradale

In questo scenario, il volo anfibio torna ad avere un ruolo operativo e non solo evocativo, diventando uno strumento utile per il turismo sostenibile, la sorveglianza ambientale e i collegamenti rapidi tra aree costiere e lacustri.

il GIDRO d'ITALIA

il GIDRO d’ITALIA

Un evento diffuso tra cultura e territorio

Il Gidro non è soltanto un raid aereo. Ogni tappa sarà accompagnata da un ricco programma di attività:

  • conferenze e mostre aeronautiche
  • incontri con scuole e istituzioni
  • voli promozionali
  • iniziative culturali ed enogastronomiche

A questo si affianca il progetto ALISEO, una piattaforma dedicata alla valorizzazione degli idroscali storici italiani e alla creazione di un ecosistema operativo per il rilancio del volo anfibio

Tra tradizione e innovazione

Il Gidro 2026 rappresenta una sintesi efficace tra memoria storica e innovazione. Da un lato, richiama l’epoca delle grandi imprese aeronautiche italiane; dall’altro, propone una visione attuale e concreta della mobilità aerea.

In un momento in cui il settore guarda sempre più a soluzioni sostenibili e flessibili, l’idrovolante torna protagonista, dimostrando come una tecnologia “antica” possa ancora offrire risposte moderne.

E tutto riparte da Sesto Calende e Castelletto Sopra Ticino, dove l’Italia ha imparato a volare sull’acqua.

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