Ci piace chiamarla ‘AstroDonata‘ ricordando una ragazza che, con una laurea di fisica in tasca, corona la propria ambizione professionale andando a lavorare, dopo importanti esperienze negli States, presso un Centro di controllo dei satelliti astronomici (quello che avrebbe voluto fare sin da sempre)!

Siamo certi, invece, che Lei preferirebbe essere ricordata come una ‘Donna con la testa sempre tra le nuvole‘ che si batte per l’affermazione del ruolo femminile nel Mondo del Volo.

Se preferite affidarvi alla rete la troverete su Wikipedia e scoprirete, oltre alla età, che è detentrice del Record Mondiale di quota in autogiro.

Parliamo di Donatella Ricci, Romana ma che l’amore (non solo quello per il volo) l’ha portata a due passi da Venezia, e che, con un curriculum universitario da far impallidire debuttanti matricole, aveva trovato la Sua prima casa professionale presso Telespazio (cosi si chiamava l’azienda, ora del Gruppo Leonardo, impegnata nel settore spaziale).

La scelta professionale è stata quella di rimanere nella grande famiglia della industria trovando un ruolo in Leonardo Elicotteri occupandosi del NH90, il gioiellino realizzato a Tessera, vicino Venezia.

La passione per il volo, che non conosce origini familiari, nasce grazie alle affascinanti e colorate Mongolfiere scoperte, in primis, nel ruolo di giudice di gara per poi vivere questa forma unica, diversa ed emozionante diventandone prima pilota e poi proprietaria.

 

‘A queste a tutt’oggi sono legati i mie ricordi migliori. Sin troppo maschili che, spinta dalla curiosità ed una carica femminile, ha cercato di cambiare, vestendo anche i panni del Presidente della Federazione Italiana Aerostatica, anche all’interno dei vertici del Consiglio Federale dell’ AeroClub d’Italia’

 

Gli ‘anni migliori‘ qualcuno li potrebbe chiamare, ricordando la Scuola di Mongolfiera di Giovanni Aimo a Mondovì,
girando poi il Mondo per seguire gare dal respiro internazionale, importanti tavoli di confronto e crescita.

 

Donatella Ricci

 

Se la scoperta del volo a motore è avvenuta solcando i cieli su più convenzionali aerei a tre assi, il colpo di fulmine è stato l’autogiro, una macchina scoperta quasi per caso, frequentando i raduni e le feste del volo.

 

‘E’ comunque la voglia di capire sino a che punto sarei stata capace di arrivare, sempre condizionata da una infinita voglia di sfidarmi, che ha caratterizzato ogni attimo della mia esistenza’ che, come personale ammissione, può motivare tante Sue scelte.

 

Se l’acquisto di una propria mongolfiera può giustificare l’esigenza di ‘prendere sempre il controllo della situazione‘ (forse memore di un episodio accorsole in occasione di una gara in Lituania dove, contro la volontà del pilota locale, ha preso il controllo del volo, risolvendo una situazione che si stava facendo sempre più complicata) la scelta di inseguire il sogno di un record (quello mondiale di quota in autogiro) è nato dalla complicità di un volo in solitaria tra le montagne.

‘Un rapporto tra le me e la macchina ed un volo compiuto il primo dell’anno’ questa la scintilla che la portò, come risultato finale, alla conquista del record: 8399 metri di altezzain sella‘ al Suo autogiro, un Magni M16!

Correva l’anno 2015 (era Novembre) e, la dove osano solo le rotte del traffico aereo commerciale, si è concretizzata la sfida non solo al freddo glaciale che domina quelle quote (capace di arrivare fino ai 48 gradi sotto lo zero) ma anche la burocrazia alla ricerca di un risultato che ha messo alla prova sia il mezzo che il Suo fisico.

 

Donatella Ricci e la preparazione al Record

 

Una sfida raccontata anche su un libro dal titolo ‘Il record di volo in autogiro. 8.399 metri sopra il cielo’ costruito giorno dopo giorno di una vita dove il volo è diventato parte integrante.

Facile, sin troppo, trovarla sui verdi prati del Club di Volo Papere Vagabonde di Caposile in Provincia di Venezia
dove consuma e trasmette agli altri la Sua passione.

La Sua sfida all’impossibile (dimostrando che tutto è possibile) è un motivo in più per abbattere altre barriere: quelle, tal volta pretestuose e preconcettuali, che limitano l’accesso al volo del mondo femminile.

E’ con questo spirito che la si ritrova alla guida di FlyDonna, un raduno aeronautico vicino alla decima edizione, che conta sulla partecipazione ed aggregazione delle donne nelle diverse specialità aeronautiche (dal volo militare a quello di linea passando per gli ultraleggeri ed alle mongolfiere) che vuole dare spazio e visibilità a quelle storie che, a dispetto dei tanti ostacoli che si possono porre dinanzi al loro cammino, sono giunte a lieto fine.

 

Donne che hanno scelto, per lavoro o passione, il volo e ce l’hanno fatta!

 

Se il volo in mongolfiera rimane sempre nel Cuore di Donatella, pur che la Sua mongolfiera ha trovato diversa titolarità, ora la passione è catturata da quelle che Lei definisce le ‘Moto dell’Aria’.

 

‘L’Autogiro, piccolo e affidabile, veloce e performante al punto tale da farti sembrare di restare sulla sella di una moto che solca le nuvole anziché rettilinei e curve’

 

Il Magni Gyro M16

 

 

In questo modo ci parla dell’inseparabile M-16, un Magni di quell’azienda italiana che da 50 anni produce una gamma di autogiri noti a livello mondiale per sicurezza ed affidabilità.

 

‘La mia moto (dell’aria) con cui condivido la sensazione (unica) di contatto con il cielo tranquilla e sicura anche di concedersi atterraggi in spazi limitati’

 

Sono tanti i ricordi che scorrono nella mente di Donatella (dal volo in mongolfiera in condizioni proibitive sui Castelli della Loira grazie al quale si è portata a casa il nome di ‘pilotona‘, all’aneddoto che, accorso in occasione dei primi tentativi di record in autogiro, la pose protagonista di una dialogo radio surreale con un incredulo pilota di linea informato del fatto che un autogiro stesse volando sulle sue stesse quote) ma quello che occupa la sua mente è un chiodo fisso: quello di un nuovo record!

 

Ed allora…..Buon Volo Donatella!

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