C’è chi sogna di volare fin da bambino e chi, invece, scopre il cielo quasi per caso. È proprio questa la storia della protagonista della nostra intervista: Jessica Pugliese. Un incontro fortuito con il parapendio ha cambiato radicalmente il suo modo di vivere, aprendole le porte di un percorso che l’ha portata a diventare pilota di ultraleggero, istruttrice cinofila e divulgatrice della cultura della sicurezza.

In questa conversazione, Jessica, ci racconta come il volo abbia trasformato non solo il suo tempo libero, ma anche il suo approccio alla vita e al lavoro.

Dal silenzio del parapendio all’adrenalina dell’ultraleggero, passando per la formazione, la sicurezza, il ruolo delle donne nel mondo dell’aviazione e l’originale applicazione dell’aerodinamica al lavoro con i cani, emerge il ritratto di una persona che ha fatto della curiosità e della voglia di imparare il proprio stile di vita.

Un’intervista autentica che dimostra come, a volte, basti un primo decollo per cambiare per sempre il proprio orizzonte.

Jessica Pugliese ed il volo

Jessica Pugliese ed il volo

Le origini di una passione

Come è nata la tua passione per il volo? Raccontaci il percorso che ti ha portato ad avvicinarti prima al parapendio e poi al volo ultraleggero.

Non avevo mai pensato a volare, non avevo proprio mai volato in tutta la vita. Un amico con cui condivido la passione per il soccorso cinofilo aveva regalato un volo in parapendio a sua moglie e mi ha invitata, non avevo minimamente idea di cosa fosse un parapendio e mi sono ritrovata al Cornizzolo (LC) agganciata ad un pilota che 1, 2, 3… “Wow! Io voglio fare questo!” ho pensato quando ho sentito il terreno staccarsi dai miei piedi, prima ancora di guardare il panorama.

Da lì a poco mi ero rimessa in forma, dopo un periodo di gravi problemi personali, ho perso una quindicina di chili in pochissimo perché dovevo mettermi in forma per fare il mio corso di volo in parapendio! Sì, mi ero già iscritta, ma c’era tantissima attesa e nel frattempo ero riuscita, per sfinimento, a convincere un pilota di Laveno a portarmi in volo in biposto ogni tanto.

L’attesa del corso di volo era di un anno e mi sono fatta oltre venti voli tandem! Poi il giorno di inizio corso è finalmente arrivato, ma nel frattempo mi sono ritrovata iscritta anche al corso di volo in ultraleggero, anche lì, per caso!

Un’amica un giorno mi ha proposto di andare a fare un lancio con il paracadute a Casale Monferrato (AL) e così ho preso il mio primo aeroplano, dal quale sono scesa buttandomi giù. Dopo quell’esperienza ho fatto una recensione, incuriosita sono poi andata a vedere la scuola di ultraleggeri, in quel periodo in piena pandemia non riuscivo a lavorare con la mia attività principale di addestramento cani, ma ho comunque un secondo lavoro come grafica e chiacchierando con uno degli istruttori poteva venire fuori una collaborazione. Da un momento all’altro mi sono trovata a fare l’esame di volo! Non so neanche io come sia successo.

Poi mi sono ritrovata anche a fare l’esame di abilitazione al trasporto passeggero ed è stato il giorno più bello della mia vita!

Jessica Pugliese ed i Suoi Amici Pelosi

Jessica Pugliese ed i Suoi Amici Pelosi

Parapendio e ultraleggero

Hai esperienza in entrambe le discipline. Che cosa ti trasmettono e quali sono, secondo te, le principali differenze dal punto di vista tecnico ed emozionale?

Il volo in parapendio per me è un momento di relax, di recupero dalla settimana lavorativa, dal caos, dai problemi. Il volo libero è molto tecnico, ma può anche essere gestito senza troppe aspettative, curando i momenti più impegnativi e rischiosi di decollo e atterraggio. Quando sono molto stanca scelgo orari e condizioni semplici per volare e mi rilasso.

Poi mi piacciono anche le giornate frizzanti, ho partecipato anche a qualche gara condividendo la termica con decine e decine di vele e il volo in parapendio sorprende ogni volta! Alla prima task chiusa (uno dei percorsi stabiliti in gara) mi sono proprio messa a piangere dalla felicità!

Se dovessi scegliere una sola parola per identificare il volo in parapendio, sceglierei “silenzio!”. Quel silenzio che libera la testa e rigenera.

Il volo in ultraleggero invece mi appassiona molto e mi spaventa contemporaneamente (il mio istruttore dice che è perfetto così!), ho sempre voglia di imparare cose nuove e di fare esercizi come la simulazione di piantata motore. Quando volo con il mio istruttore e vediamo cose nuove mi diverto, quando volo da sola riesco a rilassarmi osservando il panorama e quando porto passeggeri dipende. Un po’ di ansia da responsabilità c’è sempre, in genere di attenua molto dopo il decollo, quando vedo che si divertono e fanno domande mi passa quasi tutto. Mi piace trasmettere la passione per il volo!

Dal punto di vista tecnico tengo sempre a mente ciò che ho imparato in Accademia di Volo: la sicurezza prima di tutto, le procedure vanno seguite bene in ogni fase del volo. Checklist scritta e seguita punto per punto. In volo chiacchiero molto con il passeggero perché ripasso tutte le mie cose e intanto spiego cosa sta per succedere ed è un approccio che pare funzionare! Anche perché come guida turistica non sono un granché.

Jessica Pugliese detta Furbaus

Jessica Pugliese detta Furbaus

I luoghi del cuore

Hai volato in tanti posti. Quali sono gli scenari che ti hanno regalato le emozioni più belle? C’è un luogo dove torni sempre volentieri o una meta in cui sogni ancora di volare?

Parlando di parapendio, il Cornizzolo è il posto del primo volo in tandem ed è anche il posto in cui ho fatto l’esame di volo, ci tornerò sempre volentieri! Un luogo in cui non sono stata, ma mi piacerebbe è la zona di Feltre, in cui ci sono stata in ultraleggero per andare a prendere uno dei miei cani, ma non ho avuto occasione di volarci in parapendio!

Il volo che non dimenticherai mai

In tutti questi anni di attività, qual è l’emozione più intensa che hai vissuto in volo, sia in parapendio sia in ultraleggero? C’è un episodio che porterai sempre con te?

Forse il volo più bello, ce unisce entrambe le discipline è il giorno in cui ho portato in ultraleggero il mio istruttore di parapendio Andrea Sgaria! E chi se lo dimentica più quel volo! Una soddisfazione incredibile portare il mio istruttore in volo!

I giovani e il futuro del volo

Secondo te si sta facendo abbastanza per avvicinare i giovani al mondo del volo? Cosa potrebbero fare scuole, associazioni e istituzioni per trasmettere questa passione alle nuove generazioni?

Non sono mai stata nell’ambiente del volo e personalmente non avevo mai avuto l’opportunità di conoscerlo, questo mi dispiace, perché avrei iniziato molto prima! In generale mi sembra ci sia una visione molto distorta di quello che è il volo, si definiscono ancora gli ultraleggeri “poco sicuri” e si definisce ancora il parapendio “sport estremo” in cui è pieno di pensionati che volano tutta la settimana e fanno invidia ai più giovani costretti al lavoro; se uno sceglie l’attrezzatura adeguata e gli orari più tranquilli, di “estremo” c’è solo il viaggio con la navetta che schiva ciclisti e motociclisti per arrivare in decollo!

Per entrambi ci vuole testa, un’ottima formazione e sempre molta attenzione, ma come dice lo slogan della scuola di volo che ho frequentato “Volare alla portata di tutti!“.

Formazione e sicurezza

Quanto contano la preparazione e la formazione per chi decide di iniziare a volare? Quali consigli daresti a chi si avvicina per la prima volta a questo mondo?

Sono la base. Non si può non studiare e soprattutto non si può smettere di studiare negli anni. La scelta della scuola è il primo passo importante.

Pronte per il primo volo

Pronte per il primo volo

Cani e trasporto aereo

Oltre a essere pilota sei anche istruttrice cinofila. Dal tuo punto di vista, come vedi l’evoluzione del trasporto aereo per chi viaggia con il proprio cane? Quale consiglio ti sentiresti di dare alle compagnie aeree e alle istituzioni per migliorare il benessere degli animali durante il volo?

Non sarebbe male una preparazione di base per ogni cane e conduttore, il tanto discusso “patentino”. Arrivando dalla formazione cani da soccorso, mi schiero a favore dei cani ben socializzati e sotto controllo che non hanno nulla a che vedere (in termini di equilibrio e affidabilità) con la maggior parte dei cani di privati che escono il weekend a fare la passeggiata.

Un cane formato può essere gestito benissimo e stare bene in volo, altrimenti è un’incognita!
Non parliamo poi dell’eventualità che il conduttore sia temporaneamente impossibilitato a gestire il proprio cane a bordo (non si sente bene ad esempio) ci deve essere la quasi certezza che il cane si faccia gestire da uno sconosciuto.

Proporrei un battesimo del volo anche per i cani, in modo che possano avere l’abilitazione a viaggiare in aereo!
Chissà se hanno previsto la formazione del personale di volo per gestire un cane fuori controllo…

Donne e volo

Qual è oggi la posizione delle donne nel mondo del volo? Pensi che ci siano ancora ostacoli da superare? E quale messaggio vorresti dare alle ragazze che desiderano intraprendere questo percorso?

L’unico ostacolo per alcune potrebbe essere l’ambiente ancora prevalentemente maschile! Maggiormente nel volo a motore, nel volo libero ho conosciuto moltissime ragazze! Occorre trovare le amicizie giuste e un gruppo con cui crescere insieme che può essere il gruppo con cui si fa il corso di volo o amicizie che nascono successivamente.

Purtroppo sono una persona parecchio solitaria e mi sono dovuta ricredere: per volare qualche amico è meglio averlo. Ci si aiuta, si condividono dubbi, successi e delusioni, ci si stimola a migliorare!

Jessica Pugliese detta Furbaus

Jessica Pugliese detta Furbaus

Che cosa significa volare

Dopo tante ore trascorse in aria, che cosa rappresenta oggi il volo per te? È cambiato il modo in cui vivi questa passione rispetto agli inizi?

Posso dire che è cambiata la mia percezione del mondo, ho proprio cambiato modo di ragionare. Vivo con checklist costanti anche nel lavoro, cerco di prevedere situazioni pericolose ad esempio alla guida e migliora la capacità di valutazione delle intenzioni altrui. Non cambia il modo in cui vivo la passione per il volo, semplicemente continua a crescere e non lo credevo possibile!

I progetti per il futuro

Quali sono i tuoi prossimi obiettivi? Hai un progetto, una sfida o un sogno che vorresti realizzare nei prossimi anni, sia nel volo sia nella tua attività di istruttrice cinofila?

Ho già integrato il mondo del volo con quello dei cani, mi occupo di formazione addestratori da un po’ di anni e mi sono specializzata in discipline olfattive. Da un giorno all’altro ho avuto l’idea e ho avviato un corso esclusivo dedicato all’aerodinamica applicata ai lavori olfattivi con i cani, perché io quando lavoro con il cane e gli odori il flusso di aria “lo vedo” ma il cinofilo in genere no. Stufa di riprendere il discorso ogni volta (per me scontato), ho creato un corso per dare anche a loro la possibilità di “vedere l’aria“.

Sogno nel cassetto: fare il corso da istruttore di volo ultraleggero!

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