Ci sono luoghi che non rappresentano soltanto uno spazio fisico, ma diventano parte della storia personale di chi li vive.

Per Roberta Busca l’Aeroporto di Padova “Gino Allegri” è proprio uno di questi: una presenza familiare fin dall’infanzia, osservata per anni dall’esterno e oggi divenuta il centro di un percorso professionale vissuto con passione, responsabilità e spirito imprenditoriale.

Roberta Busca

Roberta Busca

Dal 2024 Roberta Busca collabora al progetto di rilancio promosso da Heron Air, società che gestisce lo scalo padovano dal 2021. Un percorso che punta innanzitutto a rafforzare la funzione aeronautica dell’Allegri, sviluppando l’aviazione generale e business, l’avioturismo, la formazione e i servizi destinati ad aeromobili, piloti e passeggeri. Al tempo stesso, il progetto guarda a un aeroporto sempre più aperto e integrato con Padova e con il suo territorio.

In questa visione trovano spazio la riqualificazione delle infrastrutture, la realizzazione di nuovi hangar, il percorso verso l’operatività notturna e la valorizzazione del fondamentale servizio di elisoccorso. Accanto a questi obiettivi nasce anche l’idea di un aeroporto capace di dialogare con la cultura, l’arte, le scuole, le università e le imprese. Progetti come Terminal Urbano e Spazio Immelmann raccontano infatti la volontà di trasformare alcuni ambienti dello scalo in luoghi di incontro, formazione, sperimentazione e condivisione.

 

È un’idea contemporanea di aeroporto: non soltanto un’infrastruttura dalla quale partire o nella quale atterrare, ma un punto di connessione tra persone, competenze e opportunità. Un luogo capace di custodire la propria storia e, nello stesso tempo, di costruire nuove prospettive per la città e per le generazioni future.

Nell’intervista realizzata per Hangar Italy da Emanuele Ferretti, Roberta Busca racconta il proprio legame con il “Gino Allegri”, il lavoro svolto insieme a Heron Air e al suo team e la visione che sta accompagnando la trasformazione dello scalo padovano. Un dialogo che permette di conoscere da vicino un progetto ambizioso, nel quale aviazione, territorio, cultura e innovazione sono chiamati a volare nella stessa direzione.

Lasciamo dunque la parola a Roberta Busca.

Roberta, sei nata e cresciuta vicino all’Aeroporto di Padova “Gino Allegri”: quanto ha influito questo legame personale nel tuo percorso professionale e nel modo in cui vivi oggi questo progetto?

Sono nata e cresciuta vicino all’Aeroporto di Padova, quindi questo luogo ha sempre fatto parte del mio paesaggio, della mia quotidianità e, in qualche modo, della mia storia personale.

Aeroporto di Padova

Aeroporto di Padova

Da bambina lo osservavo dall’esterno; oggi ho la possibilità e la responsabilità di contribuire alla sua trasformazione.

Provengo da una nota famiglia di imprenditori e mi sono sempre occupata di comunicazione, marketing e sviluppo di progetti aziendali.

Da mio padre credo di aver ereditato lo spirito imprenditoriale e la capacità creativa e innovativa; da mia madre la tenacia e la determinazione.

Ritrovare professionalmente l’aeroporto vicino al quale sono cresciuta è stato quasi come chiudere un cerchio. Per questo non vivo il mio ruolo come un semplice lavoro, ma come un progetto nel quale sento un coinvolgimento molto profondo.

Nel 2024 sei entrata nel progetto di rilancio dell’aeroporto promosso da Heron Air. Come è nato questo percorso e quale contributo hai portato?

Quando nel 2024 ho iniziato a collaborare con Heron Air, che gestisce l’Aeroporto di Padova dal 2021, ho trovato un progetto di rilancio già avviato e una visione nella quale mi sono riconosciuta subito: valorizzare il potenziale dell’Allegri, rafforzandone la funzione aeronautica e costruendo un rapporto più stretto con la città.

Per me è stato un incontro tra una storia personale e una nuova opportunità professionale. Ho potuto mettere le mie competenze nella comunicazione, nel marketing e nella progettazione al servizio di un luogo al quale sono profondamente legata, affiancando l’esperienza aeronautica e imprenditoriale di Heron Air.

La fiducia e lo spazio di lavoro che ho trovato mi hanno permesso di contribuire al percorso già intrapreso, insieme a un team molto affiatato e a professionisti con competenze diverse. Il lavoro è impegnativo, perché per molti anni l’aeroporto non ha ricevuto la valorizzazione che meritava, ma oggi i primi risultati sono tangibili e visibili.

Qual è oggi la visione di Heron Air per il futuro dell’Aeroporto di Padova e quali sono le principali potenzialità ancora da sviluppare?

La visione di Heron Air è quella di un aeroporto moderno, efficiente, operativo durante tutto l’anno e sempre più integrato con la città e con il territorio. Al centro rimane lo sviluppo aeronautico: aviazione generale e business, avioturismo, servizi per aeromobili, piloti e passeggeri e formazione, anche grazie alla presenza delle scuole di volo.

i Cieli sopra Padova

i Cieli sopra Padova

Un ruolo fondamentale è quello del servizio di elisoccorso 118 HEMS, presente in aeroporto, che rende l’Allegri un’infrastruttura di valore anche per la salute e la sicurezza della comunità.

Ci stiamo inoltre adoperando per rendere possibile il volo notturno, con particolare attenzione alle esigenze dell’elisoccorso e dei trasporti sanitari. È un obiettivo sul quale stiamo lavorando, da sviluppare attraverso i necessari passaggi tecnici e autorizzativi.

Il piano di sviluppo comprende anche la riqualificazione degli hangar esistenti e lo sviluppo di nuovi hangar, per migliorare gli spazi destinati al ricovero degli aeromobili, ai servizi e alle attività aeronautiche. Vogliamo creare le condizioni per accogliere nuove opportunità e accompagnare la crescita delle realtà già presenti nello scalo.

 

Padova ha punti di forza straordinari: la vicinanza al centro città, la posizione strategica nel Veneto, un territorio economicamente dinamico, la presenza dell’Università e un patrimonio storico e aeronautico importante. Su queste basi vogliamo costruire uno sviluppo nel quale infrastrutture, servizi, formazione e apertura alla città si rafforzino a vicenda.

Il progetto Terminal Urbano punta a trasformare alcuni spazi dell’aerostazione in un luogo aperto alla città. Da dove nasce questa idea e quale ruolo avrà nel futuro dello scalo?

Terminal Urbano nasce dalla volontà di far convivere la funzione aeronautica, che rimane centrale, con una dimensione più aperta alla città. Un aeroporto non deve essere necessariamente percepito come un luogo distante o accessibile soltanto a chi vola: può diventare uno spazio di incontro, conoscenza, cultura e sviluppo.

Abbiamo quindi immaginato di valorizzare alcuni ambienti dell’aerostazione attraverso mostre, incontri, eventi, formazione e progetti condivisi con scuole, università, imprese e istituzioni. È anche un modo per far conoscere ciò che accade ogni giorno in aeroporto: l’attività delle scuole di volo, il lavoro degli operatori e il ruolo dell’elisoccorso.

Terminal Urbano rappresenta il ponte tra l’aeroporto e Padova. Nel futuro dovrà diventare un luogo riconoscibile e vivo, capace di accogliere persone, idee e collaborazioni, nel pieno rispetto delle attività operative e della sicurezza aeroportuale.

Nei progetti dell’aeroporto sono molto presenti cultura, arte e formazione. Perché avete scelto di affiancare queste attività alla tradizionale funzione aeronautica?

Perché riteniamo che un aeroporto possa essere molto più di un’infrastruttura. L’aviazione stessa è il risultato dell’incontro tra tecnica, creatività, ricerca, coraggio e capacità di immaginare il futuro. Da questo punto di vista, il dialogo con l’arte, la cultura e la formazione è assolutamente naturale.

Aeroporto di Padova - Luogo di Incontri

Aeroporto di Padova – Luogo di Incontri

Queste attività ci permettono inoltre di avvicinare all’aeroporto persone che probabilmente non lo avrebbero mai frequentato e di restituire questo luogo alla città in una forma nuova.

La cultura, per noi, non è un elemento decorativo o accessorio: è parte del progetto di rigenerazione e contribuisce a costruire l’identità contemporanea dell’Aeroporto di Padova.

Avete coinvolto studenti e università, come nei progetti sviluppati con lo IUAV e nelle opere realizzate dagli studenti dei licei Selvatico e Modigliani. Quanto è importante per voi il rapporto con le nuove generazioni?

È fondamentale. Non vogliamo che gli studenti siano soltanto spettatori, ma che possano partecipare concretamente, portando idee, linguaggi e punti di vista nuovi.

Le collaborazioni con lo IUAV, con i licei artistici Pietro Selvatico e Amedeo Modigliani e con altri istituti dimostrano che l’aeroporto può diventare un luogo di progettazione, sperimentazione e formazione sul campo. I ragazzi hanno la possibilità di confrontarsi con uno spazio reale, con le sue caratteristiche e le sue esigenze, vedendo poi concretamente il risultato del proprio lavoro.

Allo stesso tempo, siamo noi a ricevere moltissimo da loro: energia, creatività e una visione meno condizionata dagli schemi. Investire nelle nuove generazioni significa investire nel futuro dell’aeroporto e creare nuove competenze professionali.

Lo Spazio Immelmann sta diventando un luogo dedicato a mostre, incontri ed eventi culturali. Che identità volete dare a questo spazio?

Vogliamo che Spazio Immelmann abbia un’identità forte, riconoscibile e contemporanea. Non deve essere semplicemente una sala espositiva collocata all’interno di un aeroporto, ma un luogo nel quale l’arte e la cultura possano dialogare con il viaggio, il movimento, la storia e l’innovazione.

Aeroporto di Padova - Luogo di Eventi

Aeroporto di Padova – Luogo di Eventi

Desideriamo ospitare mostre, presentazioni, incontri e progetti capaci di creare relazioni e lasciare un contenuto, mantenendo una programmazione varia ma coerente e di qualità.

L’identità che immaginiamo è quella di uno spazio aperto e dinamico, nel quale artisti, studenti, istituzioni e cittadini possano incontrarsi in un contesto davvero particolare.

L’Aeroporto di Padova ha ospitato anche eventi televisivi, automotive e altre iniziative. State lavorando per trasformare l’Allegri in una vera piattaforma per eventi ed esperienze?

Sì, perché l’aeroporto possiede caratteristiche che lo rendono una location unica: gli spazi, la pista, gli hangar, l’architettura, la presenza degli aeromobili e l’atmosfera che si respira sono elementi difficilmente replicabili altrove.

Stiamo lavorando per sviluppare eventi corporate, culturali, televisivi, automotive ed esperienziali, selezionando però iniziative coerenti con l’identità e il prestigio dell’aeroporto.

Non vogliamo trasformarlo in una semplice location da affittare, ma in una piattaforma capace di produrre esperienze, contenuti e relazioni. Tutto questo deve naturalmente convivere con l’operatività aeronautica e con le necessarie condizioni di sicurezza.

Quanto può essere importante il nuovo corso dell’aeroporto per creare connessioni tra aviazione, imprese, università, scuole e territorio, anche in termini di nuove professionalità?

Un aeroporto è, per sua natura, un luogo di connessione. Noi vogliamo estendere questo concetto oltre il volo, creando collegamenti tra realtà che spesso operano separatamente.

Il dialogo tra aviazione, imprese, università, scuole, istituzioni e cultura può generare progetti innovativi, nuove collaborazioni e nuove professionalità. In questo percorso la formazione aeronautica ha un ruolo centrale: le scuole di volo presenti in aeroporto sono una parte concreta della sua identità e un punto di riferimento per chi desidera avvicinarsi al settore.

Vogliamo valorizzare questa presenza e favorire nuove connessioni tra formazione e mondo del lavoro. Penso alle competenze tecniche e operative legate al volo, ai servizi agli aeromobili e alla gestione aeroportuale, ma anche all’accoglienza, alla comunicazione, al turismo, all’organizzazione di eventi, al design e alla tecnologia.

L’Aeroporto di Padova può diventare un vero polo di formazione e un laboratorio nel quale conoscenze ed esperienze diverse si incontrano e trovano un’applicazione concreta, offrendo nuove opportunità professionali e avvicinando soprattutto le nuove generazioni al mondo dell’aviazione.

Guardando ai prossimi anni, come immagini l’Aeroporto “Gino Allegri” e quale sarebbe il risultato più importante che vorresti vedere raggiunto attraverso questo percorso di trasformazione?

Immagino un aeroporto pienamente valorizzato, efficiente e operativo, riconosciuto come un punto di riferimento per l’aviazione generale, il business, l’avioturismo, la formazione aeronautica e il servizio di elisoccorso.

l'Aeroporto di Padova è sperimentazione

l’Aeroporto di Padova è sperimentazione

Un aeroporto con infrastrutture e hangar adeguati alle nuove esigenze, capace di portare avanti il percorso verso l’operatività notturna e, allo stesso tempo, di essere un luogo vivo e integrato nella città.

Vorrei che i padovani imparassero a conoscerlo, a sentirlo come parte della propria identità e a comprenderne il valore storico, economico, culturale e strategico.

Il risultato più importante sarebbe vedere finalmente riconosciute tutte le sue potenzialità e sapere di aver contribuito, insieme a Heron Air e a tutto il nostro team, a restituire all’Aeroporto “Gino Allegri” il ruolo e l’attenzione che merita. Vorrei che questo percorso diventasse stabile e duraturo, lasciando qualcosa di concreto alla città e alle generazioni future.

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