Volare a cielo aperto: la prima mattinata del Junkers all’Aeroporto Nicelli di Venezia
Una mattinata speciale, fatta di motori, vento e quella sensazione difficile da spiegare che si prova quando si torna a vivere il volo nella sua forma più autentica.

Junkers ed il Ferretti – Volare a cielo aperto su Venezia
All’Aeroporto Nicelli del Lido di Venezia, uno dei più antichi scali civili d’Italia, situato sull’isola del Lido e caratterizzato da una pista immersa nella laguna e da un affascinante terminal in stile Art Déco (e, visto dall’altra sponda della laguna veneta, il decollo appare come un piccolo gesto sospeso tra acqua e cielo), è stata una mattinata dedicata alla presentazione del Junkers, uno splendido aereo storico che, già fermo sulla pista, riesce a catturare lo sguardo.
L’organizzazione dell’evento è stata di altissimo livello, con un’accoglienza curata in ogni dettaglio, briefing precisi e un’ospitalità degna di aziende blasonate, capace di far sentire ogni ospite parte di qualcosa di davvero esclusivo. Ma è quando il motore si accende e l’aereo comincia a muoversi che si comprende davvero quanto sia particolare l’esperienza che questo velivolo riesce a regalare.
E in un contesto come questo, Venezia diventa parte integrante dello spettacolo: una città unica al mondo che si apre come un mosaico sull’acqua, con le sue cupole, i campanili e le isole che emergono dalla laguna. Volare qui significa attraversare uno dei paesaggi più iconici e poetici che esistano, dove ogni decollo e ogni virata sembrano dialogare con la bellezza sospesa della città.
Lo Junkers protagonista dell’esperienza è un velivolo storico di concezione interamente metallica, costruito in alluminio aeronautico (duralluminio), con la caratteristica distintiva della fusoliera e delle superfici rivestite in lamiera ondulata: una soluzione ingegneristica tipica della scuola Junkers che garantisce rigidità strutturale eccezionale senza bisogno di rinforzi interni complessi.

Sulla ali di uno Junkers – Volare a cielo aperto su Venezia
Si tratta di un trimotore a elica, con motori radiali BMW, capace di una velocità di crociera intorno ai 170–190 km/h e di un comportamento estremamente stabile anche a basse velocità, con doti di decollo e atterraggio corto che lo rendono sorprendentemente versatile.
È un’impostazione pionieristica che rende l’aereo immediatamente riconoscibile e incredibilmente robusto. È motorizzato con propulsori radiali che ne esaltano il carattere autentico e “vissuto”.
La configurazione a cabina aperta e la disposizione in tandem dei sedili permettono un contatto diretto con l’ambiente esterno, mentre le sue doti di volo a bassa velocità, la stabilità intrinseca e la capacità di operare in spazi ridotti lo rendono incredibilmente agile e coinvolgente. È un aereo che non filtra l’esperienza: la amplifica.
E quando si lascia il Nicelli alle spalle e si entra in volo sopra la laguna veneta, la sensazione diventa quasi irreale: Venezia si distende sotto di te come un dipinto vivo, con l’acqua che riflette il cielo e le barene che disegnano geometrie naturali sempre diverse. Volare qui è qualcosa di profondamente emozionante, perché la laguna non è solo uno sfondo, ma un elemento che respira insieme al volo, rendendolo leggero, poetico, quasi sospeso nel tempo.
Il decollo è soltanto l’inizio. Una volta in volo, la caratteristica che colpisce immediatamente è la cabina aperta, che cambia completamente il modo di vivere l’esperienza. Non c’è la sensazione di essere semplicemente seduti all’interno di un aereo: il volo ti avvolge completamente.

Il nuovo Junkers A60
L’aria entra, il rumore del motore accompagna ogni istante e lo sguardo può spaziare liberamente in ogni direzione. È quasi una visione a 360 gradi, senza quella separazione netta che normalmente esiste tra chi vola e ciò che si trova all’esterno. Il paesaggio non si guarda più attraverso un finestrino: lo si vive.
E così, mentre il Junkers prende quota, ogni particolare assume un significato diverso. Il terreno che si allontana, la pista, il paesaggio, l’orizzonte e il cielo diventano parte di un’unica esperienza. Anche il vento acquis.
Emanuele Ferretti, classe 1977 lavora da oltre venti anni in una azienda che si occupa di manutenzione elicotteri.
Motociclista e pilota di parapendio ed in paramotore, Emanuele da quindici anni scrive di qualsiasi cosa gli susciti un’emozione: dal volo alla moto alla canoa!
Negli ultimi anni è diventato un organizzatore di eventi e masterclass a tema aviazione per alcune prestigiose compagnie aeree.
