‘Il 29° Corso SPOE ( Sottufficiali Piloti Osservatori Esercito) è iniziato con bando del 1980 per una disponibilità di 25 posti.

Parte della selezione più generale dei Sottufficiali dell’Esercito.

Veniva definito a quegli anni come Piloti ALE (Aviazione Leggera dell’Esercito) poi divenuta Cavalleria dell’Aria nel 1993-94 e finalmente Aviazione dell’Esercito AVES nel 1996.

Gli applicanti erano 6000 circa (per 600 posti di sottufficiale) di cui un non bene precisato numero di candidati ai 25 (+1 di riserva) posti di pilota (non ben specificato se di aereo o elicottero).

Solo dopo la prima fase di 7 mesi presso la Scuola Sottufficiali (sempre a Viterbo), iniziata il 21 Aprile del 1981, i 26 candidati (tra i quali il sottoscritto) vennero informati che TUTTI sarebbero andati al Corso Piloti di Elicottero.

Un candidato, ora pilota commerciale di aereo in USA, abbandono il corso in quanto non interessato agli elicotteri.

Io pure non ero troppo interessato, in quanto già pilota di aereo, rimasi pero, convinto dal fatto che nel 1981 un brevetto commerciale di aereo costava 10 Milioni di Lire mentre un brevetto commerciale di elicottero ne costava 30 Milioni di Lire.

La ferma era di 5 anni dal conseguimento del Brevetto Militare di Pilota di Elicotteri presso la Scuola Volo Elicotteri dell’AM a Frosinone.

È lì che al raggiungimento del primo anno di Naja e promozione al grado di Sergente Aspirante Pilota ci siamo cimentati per la prima volta con questo animale imbizzarrito che non voleva star fermo in Hovering.

I nominativi radio di Frosinone sono per questo “Samba”.

Secondo la classificazione AMI eravamo il 208° Corso Piloti Elicottero. Noi lo abbiamo subito ribattezzato 208ttimo corso.

 

Il logo del 29°SPOE

Il logo del 29°SPOE

 

Al termine di questo brevetto militare AMI, rappresentato dalle quattro ali poste a Croce di Sant’Andrea con Torre militare su centro blue, siamo rimasti in 15 e siamo rientrati alla fine del 1982 al CALE (ora CAE) Centro Aviazione Esercito per la parte di addestramento quale Pilota Osservatore Dell’Esercito che duro un altro anno intero sino alla fine del 1983 al termine del quale ci hanno puntato al petto l’aquila fiammata del Pilota Osservatore dell’Esercito.

Fortunatamente essendo già brevettato da civile, ero un pò avvantaggiato e sono divenuto il Capocorso per tutto il periodo della scuola volo. Ciò mi ha consentito prima, di selezionare come macchina avanzata l’Agusta Bell 205 (HUEY) e  successivamente, in fase di assegnazione ai reparti operativi, essere assegnato alla mia base richiesta di Casarsa della Delizia, a mezz’ora da Caorle, mio paese di origine.

Abbiamo coronato il sogno in 7 piloti di 205, 4 piloti di 204 e 4 piloti di 206

Durante la ferma alcuni sono transitati sul 109, alcuni sul 129, alcuni sui 212 e 412, uno sul CH47 Chinook, ecc.

Quasi tutti sono stati in missione operative all’estero (Libano, Namibia, Jugoslavia, Somalia, Kossovo, Albania, Iraq, Afghanistan, ecc.).

Molti sono stati insigniti di molteplici onorificenze e medaglie ONU, NATO ed EU senza contare di Cavalierati vari da quello della Repubblica a quello del Santo Sepolcro, a San Maurizio ( 50 anni di servizio) nonché medaglie di lunga navigazione di Bronzo, Argento ed Oro, per citarne alcune.

Degli iniziali 26 Sottufficiali piloti, in tre siamo transitati per concorso a titolo ed esami ad ufficiali del Ruolo Speciale Unico, io congedato col grado di Capitano, uno ancora in servizio come Tenente Colonnello e ora verrà collocato in ausiliaria come Colonnello, uno già promosso al grado di Colonnello che andrà in quiescenza col grado di Generale.’

Piergiorgio “Yoyo” Gusso

 

Il cappellino dedicato ai 40 Anni del 29°SPOE

Il cappellino dedicato ai 40 Anni del 29°SPOE

 

La scelta è stata quella di rivedersi dopo 40 anni la dove tutto aveva avuto inizio.

E’ per questo motivo che l’appuntamento per ‘Quelli del 29°SPOE‘ è stato presso la Caserma ‘Dante Chelotti’ di Viterbo sede del Centro Addestramento Aviazione dell’Esercito.

La giornata si è aperta con la deposizione di una corona di fiori al Monumento Nazionale dedicato ai Caduti della Specialità voluto dall’Associazione Nazionale dell’Aviazione dell’Esercito.

 

la sacca dedicata ai 40 Anni del 29°SPOE

la sacca dedicata ai 40 Anni del 29°SPOE

 

Una scelta dettata dal Cuore volendo ricordare quei Colleghi che hanno perso la vita operando al servizio della Patria.

Si è voluto poi proseguire alla scoperta della Sala Museale dell’Aviazione dell’Esercito tra velivoli storici ed un percorso guidato attraverso 5 sale principali e 3 spot tematici.

Dopo 40 anni ci si è lasciati ai ricordi di una avventura iniziata nel 1981.

 

L'Orologio dedicato ai 40 Anni del 29°SPOE

L’Orologio dedicato ai 40 Anni del 29°SPOE

 

A sugellare questo appuntamento (ed una scadenza tutta da ricordare) anche la realizzazione di un Orologio.

Hangar Italy è stata ben lieta di supportare Piergiorgio in questa richiesta pure che i numeri, in origine, fossero pochi: solo 10 pezzi!

Grati a Francesco che ha ideato il logo con la capacità, non comune, di racchiudere in pochi centimetri gli elementi più iconici legati a questo traguardo.

 

il giubbotto dedicato ai 40 Anni del 29°SPOE

il giubbotto dedicato ai 40 Anni del 29°SPOE

 

Un curato restyling, poi, ha messo mano anche al logo d’origine esaltandone i colori ed eliminando le parti superflue.

La scelta è stata per un semplice crono al quarzo con bracciale in acciaio dove gli elementi lucidi hanno segnato il profilo dei tondi quadranti suggeriti, a scelta, in tre colori.

Un Orologio solido, non solo in apparenza, con una impermeabilità testata sino a 10 atmosfere che ha offerto, sul quadrante ad Ore 12, lo spazio per ospitare lo storico stemma.

 

Il fondello personalizzato e dedicato ai 40 Anni al 29°SPOE

Il fondello personalizzato e dedicato ai 40 Anni al 29°SPOE

 

Gli ampi spazi del fondello si sono invece stati riservati ad una curata laseratura dove i profili opachi hanno avuto buon gioco sulle superfici tirate a specchio.

Qui si è completata la magia dell’Orologio dedicato ai 40 Anni del 29°SPOE con l’esclusività di un logo creato per l’occasione.

Il tocco che ha fatto, poi, la differenza è stato fatto dal nome e cognome che, accompagnato nella maggior parte dei casi dal nick name, ha personalizzato ogni singolo Orologio.

Hangar Italy esprime la propria soddisfazione per questo risultato raggiunto.

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